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Come realizzare una trasformazione digitale di successo

21.10.2016

Secondo un’intervista a Roberto Lancellotti Senior Partner di McKinsey & Company e leader di Digital McKinsey Europa, condotta da Cristina Bellini - Digital Communications Manager di McKinsey, l’evoluzione della tecnologia digitale offre grandi opportunità alle imprese e istituzioni, ma anche sfide complesse da affrontare.
 

Il digital sta trasformando tutti i settori industriali, e ognuno di questi sta affrontando un certo grado di disruption digitale che lo porterà inevitabilmente verso un punto di svolta, il cosiddetto “tipping point” o “punto di non ritorno”. La Digital Disruption indica il cambiamento che avviene nel momento in cui le nuove tecnologie digitali e i modelli di business sviluppati con esse, influenzano il valore aggiunto, la value proposition di prodotti o servizi esistenti. Parliamo quindi di quel momento in cui i business digitali diventano non solo uno strumento per contrastare la concorrenza ma anche un tema di sopravvivenza.

Possiamo affermare che non tutti i settori subiranno una rivoluzione radicale come quella vissuta dai media, ma il livello di start-up in aumento ci porta a credere che nessuna impresa possa concedersi di sottovalutare le crescenti aspettative dei clienti e le sfide degli attacker.

Per le aziende questo significa ridisegnare l’organizzazione interna ed imporre una spinta verso la digitalizzazione in termini di coordinamento di risorse, di processi e di tecnologie.

Sono state individuate a questo proposito 6 macro componenti a cui le maggiori aziende stanno lavorando al fine di raggiungere questo obiettivo:

1. Strategia e innovazione

2. Customer Decision Journey

3. Automazione dei processi

4. Organizzazione

5. Tecnologia

6. Analytics

Questo non significa che tutte le aziende debbano lavorare allo stesso modo e sulle stesse features simultaneamente, basterà piuttosto identificare le priorità e lavorare al fine di organizzare e gestire programmi di trasformazione digitale su larga scala e su lungo termine.

Per farlo, ma soprattutto per ottenere dei risultati misurabili, ogni strategia digitale dovrà integrarsi alla strategia di business e dovrà essere stimolata una certa propensione al rischio.

Uno studio di McKinsey rivela infatti che “il 90% delle aziende “leader digitali” hanno completamente integrato il digitale nei loro processi di pianificazione strategica, e nel 65% dei casi dimostrano una tolleranza anche verso iniziative con profilo di rischio più elevato”.

Bisognerà inoltre affidarsi ad analisi rivolte al futuro e cioè capire quali nuove forme e nuove percezioni di valore creerà il digital nei prossimi anni e conseguentemente quali saranno le opportunità e quali i rischi da valutare all’interno del proprio mercato/business di riferimento.

Altra componente importante per sviluppare una competenza digitale è conoscere la Customer Decision Journey. “I clienti oggi si relazionano al brand attraverso molteplici canali e touchpoint, per cui comprendere l’esperienza di interazione tra cliente e azienda diventa fondamentale” afferma Roberto Lancellotti di McKinsey. È proprio in questo scenario che acquisiscono rilevanza i dati e gli analytics: l’enorme massa di dati di ogni azienda, correlata ad un’abile uso di tecniche di analytics, consente alle aziende di identificare i micro-segmenti di clientela a più alto valore e di calibrare offerte su misura quasi in tempo reale. Parliamo pertanto di automazione.

Alla base esiste però una realtà infrastrutturale poco performante in Italia, con piattaforme e sistemi informatici che richiedono lunghi tempo di rinnovamento. In questo senso bisognerà lavorare affinché venga assicurato un certo livello di servizio ad ogni cliente.

Dal punto di vista organizzativo, una best practice da adottare è quella di rendere la struttura più agile, flessibile e collaborativa. In questo senso avere dei gruppi di lavoro snelli e con un ampio asset di competenze – dal marketing all’IT agli Analytics – significa avere dei “traduttori”, ossia degli esperti in grado di tradurre obiettivi di business in requisiti IT o di digital strategy, capaci di utilizzare l’enorme mole di dati a disposizione delle aziende e renderla funzionale a specifiche esigenze.

Infine, risulta essenziale la capacità di misurazione dei risultati, in particolare di analisi del comportamento e dell’esperienza del cliente.

Lo scenario italiano analizzato nel report Digital Europe, mostra come il digitale incida sul PIL solo per il 4%, meno della media Europea (5%) e molto al di sotto di Regno Unito (10%) e Svezia (6,9%).

Si tratta di un dato che non stupisce , anche perché solitamente sono le grandi aziende quelle più digitalizzate e questo non gioca a favore del nostro Paese: in Italia “le PMI rappresentano il 67,7% del valore aggiunto del PIL e, numericamente, sono il 99% delle imprese italiane” afferma Alberto Alban, presidente della Piccola industria di Confindustria (Il Sole 24 Ore). Aziende con non più di 250 dipendenti sono solo il 30% del totale, mentre raddoppia questa cifra negli Stati Uniti e supera il 50% nel Regno Unito (dati McKinsey).

Questo ritardo nell’adozione di un sistema digitale non è solo italiano ma l’Europa intera sta operando al di sotto del suo potenziale digitale. Secondo le stime di Lancellotti, “accelerando il processo di digitalizzazione il PIL europeo potrebbe beneficiare di 1 punto annuo di maggiore crescita nei prossimi 10 anni”.

Ciò ci fa riflettere sul potenziale impatto economico che potrebbe scatenarsi in Europa, nel nostro Paese e nelle nostre aziende, un’opportunità unica che non dobbiamo farci sfuggire.

Per accelerare la transizione verso il digitale servono dunque investimenti, innovazione e sviluppo di nuove competenze.

La transizione verso il digitale è un tema pervasivo e centrale sia per le istituzioni che per le imprese, ed è ovviamente un tema centrale anche per noi di Workup.

È per questo che con il Digital Assessment stiamo continuamente innovando i processi, le competenze, gli strumenti e gli approcci dei nostri clienti per aiutarli nel processo di trasformazione digitale dei loro modelli operativi e di business.

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